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venerdì 4 settembre 2015

EXPO MILANO 2015: l'Italia ce l'ha fatta, alla grande! PARTE SECONDA

Finalmente ecco la seconda parte della guida su EXPO 2015: con questa si concludono i commenti riguardanti TUTTI i padiglioni nazionali e cluster (più Albero della vita e Padiglione Zero). 

Evito premesse che non farebbero altro che ricalcare i pareri generali espressi nella prima parte che spero abbiate già letto: ne approfitto però per comunicare che a breve USCIRA' UN'UNICA VERSIONE UNITA IN EBOOK GRATUITO CON TANTO DI GALLERIA FOTOGRAFICA E CARTINA CON VALUTAZIONI PER RICONOSCERE PIU' IN FRETTA I PLUS, I MINUS E I 50&50.

REPUBBLICA CECA
Il padiglione viene preso d'assalto nella sua area esterna soprattutto per la piscina che non credo sia nata esplicitamente per essere usata nella sua funzione comune ma che comunque, viste le temperature di alcuni giorni, viene vissuta come tale da molti bambini. Il bar esterno e quello al coperto poi lo rendono quasi una zona balneare all'ora dell'happy hour. La struttura in sè non è particolarmente ricercata ne ad effetto: l'interno ricalca il bianco come colore predominante con qualche oggetto più o meno interessante in mostra ma soprattutto la bella terrazza verde all'ultimo piano.
Molto indeciso sul voto, considerando forse che l'area più riuscita è all'esterno un 50&50 vi potrebbe convincere a visitarlo solo in assenza di coda.





SUDAN
Dispiace sempre dare una valutazione negativa così netta, soprattutto per un Paese di quelli che forse avrebbe più bisogno di farsi conoscere. Qui, come in altri, l'interno è persino peggio dell'esterno e già questo basterebbe per bocciarlo. Il colore del padiglione simula solo quello delle caratteristiche abitazioni del Paese senza però utilizzarne realmente materiali e metodo costruttivo (scelta a prescindere abusata da diverse nazioni anche se con risultati diversi). L'interno non è altro che un grande mercato di cianfrusaglie reperibili un po' in tutti i mercati nazionali italiani: purtoppo anche qui manca un qualche elemento di particolarità per attirare e le poche foto appese ai muri certo non bastano. Unica nota lieta, ma insufficiente, il bar nella corte esterna retrostante con prezzi decisamente onesti e dei dolci molto buoni.




BELGIO
Piacevolissima sorpresa dopo le voci contrastanti che avevo sentito: la parte iniziale pare molto tradizionale, sia come forma che come esposizione ma poi si passa a una sala interrata che sfocia salendo nella vera e propria hall centrale: qui una copertura di vetro con inserti di verde qua e là copre diversi stand e veri e propri bar e ristoranti a sè stanti dove poter provare una delle innumerevoli birre presenti. All'esterno poi non potevano mancare banchetti con patatine fritte e bevande. Un padiglione davvero piacevole anche se a livello di "Feeding the Planet, Energy for Life" non vi era molto.




MOLDOVA (MOLDAVIA)
A esser sincere non avevo compreso subito quale fosse il soggetto ispiratore di tutta la struttura. Il grande uncino esterno che si conclude in un solido geometrico a specchio mi ha decisamente fuorviato così come il cubo centrale: in sostanza, si tratta di una mela tagliata a spicchi. Personalmente lo trovo una via di mezzo tra chi non ci ha nemmeno provato (es. Sudan e i padiglioni, anche se piccoli ma decisamente più attraenti). All'interno la visita è libera ma vi è sinceramente poco da osservare: qualche mappa con costellazioni possono attirare l'attenzione ma poco altro. La visita è talmente veloce (e non troverete mai fila) ma spingermi a un 50&50 solo perchè, per lo meno, non hanno puntato solo su vendita di prodotti e basta come altri ma decisamente inferiore, ad esempio, al 50&50 della Repubblica Ceca. Parere finale? Ci hanno provato.




LITUANIA
Dall'esterno potrebbe ricordare vagamente il padiglione Ceco ma all'interno si sviluppa in maniera più piacevole. Le rampe esterne collegano i due blocchi principali lasciando a vista il bar e zona ristoro del piano terra (anche se non consumate, fermatevi a provare le sedute ad altalena dei tavolini).
All'interno la quasi totalità dell'attenzione viene catturata da una sfera con schermi multimediali, di grande impatto in una sala buia. Nel secondo blocco troviamo una mostra fotografica e un bar interno con in esposizione prodotti tipici. Una visita abbastanza veloce ma decisamente piacevole, sia come esposizione che come esperienza visiva e di movimento.





BELARUS (BIELORUSSIA)
Uno dei padiglioni che a primo impatto colpiscono di più, grazie alla grande ruota che taglia in due blocchi la struttura stessa. Ecco diciamo che dall'esterno, il verde misto al vetro delle pareti verticali, la ruota mista alla tecnologia dello schermo ricurvo su di essa è sicuramente interessante ma le piccole dimensioni della mostra non riescono ad innalzare il livello della visita, nonostante i video interni e la velocità con cui si concluda il giro lo rendono tutto sommato piacevole. Minimal e ben curato l'ambiente del ristorante e vendita: probabilmente passare sotto la ruota dando qualche occhiata e superarlo è sufficiente. Visto che il voto deve per forza considerare l'"interno" anche del tutto, un 50&50 sembra il più adatto.





MALESIA
Struttura imponente composta da quattro blocchi a forma di semi, anche qui incontriamo una visita in parte guidata e che quindi impone un ingresso a blocchi: aspettatevi spesso un po' di coda.
La prima parte ci regale un filmato  sulla parete tra musica e immagini suggestive, prima di accedere alla seconda parte con al cosiddetta "giungla malese". L'ambiente qui è sicuramente meno affascinante di quello che ci si sarebbe aspettati: qualche pianta e qualche alberello, uno o due schermi di realtà aumentata in cui vedersi comparire a fianco qualche finto animale e basta. Il resto è composto da un parte di mostra forse addirittura più interessante dei due blocchi precedenti. Devo dire niente di eccezionale ma si merita comunque un plus per la varietà di esperienza che cerca di proporre al visitatore.





SLOVACCHIA
Un grande contenitore con aree interne divise non da muri ma dalle stesse installazioni.
L'esterno è un semplice gioco di legno e verde, con qualche piccolo tocco di ricercatezza. All'interno tutto molto caotico visto che le persone possono muoversi ovunque nella stanza per raggiungere le diverse attrazioni. Alcuni elementi tecnologici attirano sicuramente l'attenzione (occhiali per virtual tour) mentre altre statue lasciano in parte interdetti. Forse c'era tutto ma non si riesce bene a rendersene conto. Niente di indimenticabile.





ESTONIA
Davvero piacevole la visita al padiglione estone. Oltre alla classica mostra il piano superiore offre un angolo di relax con panchine, piante e schermi multimediali in un connubio davvero interessante.
Il padiglione è abbastanza semplice, in buona parte in legno mantenendone anche il colore. All'interno vi si inseriscono angoli interessanti con oggetti di design (come la poltrona Haus, che personalmente trovo orribile ma comoda), pianoforte meccanico e un piccolo ma variegato negozietto. La vista sui padiglioni vicini poi è interessante, soprattutto verso il grande soffitto a specchio di quello Russo. La fila poi è quasi inesistente quindi direi a tutti di farci almeno un giro veloce.




TURKMENISTAN
Uno dei Paesi forse meno conosciuto tra quelli con i padiglioni self-build e che avrebbe dovuto provare a sfruttare l'occasione per farsi apprezzare dal grande numero di turisti. Impresa direi fallita: il padiglione dall'esterno è semplicemente un grande contenitore ricoperto da simboli e colori tipici, senza nessuno spunto particolarmente attrattivo o elemento di qualità: la vela multimediale laterale poi è mortificata dalla posizione secondaria rispetto a chi arriva dritto per dritto all'ingresso e da una qualità dell'immagine non impeccabile. L'interno è decisamente spoglio, qualche grande tappeto appeso alle pareti, pochi oggetti in mostra, immagini non particolarmente accattivanti. Bello il tetto giardino con camminata e bar ma troppo poco per giustificarne una visita mirata.





INDONESIA
Il Padiglione si inserisce in maniera gradevole nel contesto, creato ad hoc grazie a palme e altra vegetazione. L'interno è abbastanza semplice: oggetti, vestiti e cibi tipici sono in mostra al livello del terreno mentre appeso al soffitto scorre un grosso schermo con immagini e video del Paese. Sul fondo del padiglione il buffet del ristorante adiacente oltre al food truck esterno. Niente di particolare ma sicuramente è stato creato un ambiente più accogliente e comunque più interessante di diversi altri allestimenti presenti a EXPO 2015.





PRINCIPATO DI MONACO
Probabilmente prima di entrare bisognerebbe entrare in un'ottica differente rispetto agli altri Paesi: uno Stato così piccolo e in pratica ridotto a essere una sola cittadina sulla costa, cosa può offrire ad un EXPO riguardante il tema della sostenibilità alimentare? La risposta è: poco. Poco nel senso classico inteso da tutti i Paesi, quindi come produzione propria ad esempio di carni o vegetali. Per questo all'interno a farla da padrone sono il mare (unico elemento fonte di "cibo", ostriche e pesce) e la cooperazione, ovvero quello che il Principato si prodiga a fare per aiutare stati in difficoltà nel campo, appunto, delle risorse alimentari. La questione è interessante ma all'interno sembra ridotto tutto un po' a livello del gioco, per il bambino: l'adulto probabilmente nons i soffermerà più di 15 secondi sui diversi schermi. Il padiglione è creato da una struttura in legno e diversi container che saranno poi riutilizzati, forse questo è l'aspetto interessante che lo innalza leggermente. Molto molto veloce la visita e quasi inesistente la fila.





FRANCIA
Uno dei grandi Paesi Europei da cui ci si aspetta sempre molto. Premessa: anche se questa volta la forma in generale è molto più sinuosa e organica, non si può non dire che al primo impatto il padiglione transalpino non sia molto se non troppo simile a quello di Shanghai 2010. Detto questo, a un primo percorso in mezzo a un orto "da tutti i giorni" nel senso che vi troverete piante comuni, l'idea non è male per affrontare la fila in maniera differente. L'interno a mio parere è molto confusionario: la struttura è interessante ma ogni centimetro del soffitto è riempito da oggetti appesi o schermi. Il tutto fa sì che non ci si fermi praticamente da nessuna parte, con gli occhi che vagano da un punto all'altro. Quasi assente l'interattività sui cui molti invece hanno puntato, e immancabile il banchetto e ristorante finale. Se non vi è fila è da visitare ma un plus alla Francia dopo un 50&50 a quello della Germania risulterebbe decisamente ingiusto.





SLOVENIA
Anche qui ritroviamo una struttura esternamente tutta in legno con dei tagli netti a formare dei vuoti e pieni interessanti. All'esterno sedie colorate rendono già l'idea del clima estremamente giovanile della mostra, un aspetto comune delle esposizioni di questi paesi dell'Est Europa e della zona Baltica (anche se la Slovenia non appartiene propriamente all'Europa Orientale).
Comunque l'interno è molto pulito e luminoso con alcuni piccoli espedienti simpatici che attirano il pubblico, quali la camminata su una distesa di sale o una parete in movimento quando ci si pone davanti ad essa.
Piccoli punti informazione rendono conscio il turista degli sforzi del Paese nel campo della sostenibilità alimentare. Visita veloce ma estremamente simpatica, nonostante non vi sia una ricchezza di oggetti o screen merita un plus per come si è riusciti comunque a creare una bella 
esperienza per chi vi entra.






TURCHIA
L'idea sembra essere una via di mezzo tra il classico padiglione e la soluzione olandese (si veda la descrizione): in realtà il risultato non convince. Il poco della struttura che c'è non è particolarmente accattivante e l'ambiente non invita a fermarsi ai chioschi. Le piccole parti chiuse con oggetti in esposizione poi sono quasi nascoste e raramente vi vedrete delle persone. Il padiglione è entrato nelle cronache per un incidente nel quale una placca di metallo ha colpito una turista, senza gravi conseguenze. Tornandoci mesi dopo, in diversi orari, il padiglione viene chiuso al passaggio in punti differenti, probabilmente per altre questioni, ma da' sempre l'idea di non essere completo. Molto deludente.





ECUADOR
Dall'esterno fin dall'inizio è stato uno di quelli che mi aveva convinto meno. Non tanto per l'estetica in sè ma paechè quei filamenti colorati, a riprendere le opere tessili del Paese, mi davano l'idea di essere uno spauracchio per coprire un semplice scatolone magari senza contenuti. All'esterno poi una delle poche mascotte nazionali messe ben in evidenza: Boobie, ispirato all'uccello Sula Piediazzurri.
La visita è a gruppi per cui troverete sempre almeno un po' di fila. In una unica sala 4 diverse guide vi parleranno velocemente delle aree del paese: schermi e riproduzioni su pareti e pavimentazioni aiutano l'esperienza, completata da diversi box che emanano distintamente l'odore di diversi prodotti dell'Euador (provate la Banana per capire di cosa parlo).
Si conclude il tour con un un video di alcuni minuti sulle bellezze del Paese, prima di scendere nell'immancabile negozio. Non eccezionale ma rispetto alla mia prima impressione decisamente un plus.





ISRAELE
Padiglione con lunghe file (anche se a momenti si può essere fortunati) e anche qui con visita a gruppi. L'orto verticale lungo la parete esterna lo rende immediatamente riconoscibile.
Dopo una simpatica introduzione si accede a un teatro con schermo di diversi metri che narra la storia del paese dal punto di vista tecnologico, in particolare riguardante l'agricoltura.
Vengono esposte le soluzioni per un paese tendenzialmente arido ed elencate tutte le scoperte poi esportate.
La seconda sala racconta in sequenza, con luci e screen a soffitto altri aspetti dell'evoluzione del Paese.
La visita in sintesi non dura molto ma risulta interessante, anche perchè è una delle poche esperienze in cui davvero vengono spiegate le nuove soluzioni per una sostenibilità in situazioni differenti dalle nostre condizioni climatiche.






MESSICO
Sicuramente uno dei padiglioni di maggior successo dal punto di vista culinario (centinaia di coperti nel solo ristorante principale ogni giorno) si presenta anche con una struttura interessante, sia esternamente che internamente. Anche qui si entra a blocchi ma la visita è quasi totalmente libera e organizzata tramite un percorso a rampe a salire per poi riscendere nel bar in conclusione. Legno, metallo e acciaio a vista la fanno da padrone e l'effetto è molto piacevole. L'esposizione lascia però a desiderare: qualche schermo qua e là, qualche quadro e un soffitto con strumenti di legno che a momenti sbattendo uno contro l'altro producono una melodia. Senza fila o comunque solo qualche minuto la visita si può effettuare senza problemi, dovendo scegliere non sarebbe tra quelli imperdibili.





ROMANIA
Ancora legno, un blocco sormontato da una tipica abitazione antica della regione. Non troverete pressochè mai fila mentre all'interno forse l'unico elemento di attrazione, e i bambini sembrano apprezzare, la sala centrale dove si esibiscono artisti che definirei "di strada". Per il resto qualche quadro e foto appesa. Salendo sulla terrazza panoramica, da sottolineare solo il bel e moderno ristorante nel cuore della struttura con tetto inclinato. Se vi rimane tempo e volete vedere più padiglioni possibili, anche 5 minuti vi basteranno.





SPAGNA
Anche gli iberici puntano sulla tipica struttura in legno con tetto a falde, simil cascina che tanto è cara a questo Expo, in versione mastodontica. Premessa: a me, personalmente, questa scelta non convince per niente.
L'interno è organizzato su una rampa di entrata e una di uscita, mentre all'interno diverse sale si susseguono mostrando sostanzialmente le varietà di cibo e in particolare di vino del Paese. Pochissimi i punti clou se non un'unica sala con piatti appesi su tutte le pareti che si illuminano con proiezioni e colori (soluzione adottata poi anche da altri paesi anche se declinata in maniera leggermente differente). Stesso discorso che per la Francia: ci si sarebbe aspettati decisamente di più, c'è un motivo se di questo padiglione si sente parlare davvero poco.






COLOMBIA
Le piante che spiccano dalla sommità lo rendono abbastanza interessante da essere avvicinato anche senza conoscerne il contenuto. La struttura è composta da diversi blocchi uno successivo all'altro. La visita si esegue in gruppi e, dopo un iniziale video proiettato su di una bassorilievo che rappresenta la geografia del paese, si passa per 4 fasi rappresentanti le 4 diverse fasce climatiche del paese. Il filmato della prima parte risulta davvero bello anche per lo sfruttamento della trama tridimensionale dello stesso (vedere per credere), mentre quelle successive si avvalgono di guide e filmati più brevi ma ambienti comunque molto interessanti. La conclusione non poteva che essere una dedica alla musica colombiana e se forse risulta essere un po' troppo lunga rispetto al totale della visita, è decisamente piacevole. Il negozio porta poi all'uscita e al ristorante. Ci si può trovare un po' di fila ma a meno che non sia davvero esagerata, lo consiglio.






ARGENTINA
L'edificio è molto simile ad altri e ricalca l'utilizzo del bianco e l'accesso a rampe. La particolarità è che l'ingresso non è posto direttamente sul decumano ma bisogna percorrere l'area del padiglione attraversando i due punti ristoro prima di accedervi. Salendo si giunge all'unica grande stanza componente la mostra. Oggetti particolari e i video su tutte le pareti sembrano rimandare più a una certa malinconia per il passato più che avere e proprie proposte per il futuro. La visita è libera ma non dura più di una decina di minuti a meno che non ci si soffermi per vedere di scoprire qualcosa di particolarmente interessante sugli screen. Grandissimo successo per il ristorante esterno ma mai fila per l'ingresso all'esposizione, direi che rispecchia la qualità delle due cose.





URUGUAY
La visita anche qui è a gruppo chiuso e spesso vi si trova fila all'esterno. L'edificio è ricurvo con inserti di metallo bianco e legno che meglio si possono notare mentre si sale le scale dietro la prima pelle esterna per entrare poi in una sala cinema. Qui vengono forniti degli auricolari per poter ascoltare in diverse lingue il video che presenta la storia dell'uruguay partendo da un tema molto attuale, quello degli immigrati. Decisamente furbo, se non altro per attirare l'attenzione soprattutto di chi ha già visto decine di altri video in altri padiglioni, quello dell'utilizzo in movimento di tre schermi supplementari che completano l'offerta visiva. Carino ma anche qui nulla di speciale, non ci perderei il pomeriggio nel caso di file.







KAZAKHSTAN
Uno dei Paesi emergenti del mondo, si appresta ad ospitare EXPO 2017 (si ricorda che sarà un'Esposizione Internazionale e non Universale come quella di Milano, quindi decisamente più ridotta) ha voluto in tutti i modi stupire e attrarre i turisti. Le code sono sempre molto lunghe e difficilmente inferiori ai 45 minuti ma lo anticipo già qui: ne vale la pena. Durante l'attesa, quasi a ogni ora del giorno, cantanti intratterranno il pubblico con canzoni decisamente moderne anche se ovviamente in lingua Kazaka.
Gli ambienti principali della visita a gruppo sono 3: nella prima una voce narrante viene sostenuta dalle spettacolari immagini disegnate con le mani sulla sabbia live da una ragazza dello staff; la seconda parte è più classica anche se molto luminosa e interattiva con tanto di acquario mentre la parte conclusiva consta di un cinema 4D con schermo su di una parerte curva di diversi metri e movimento delle proprie poltrone.
La struttura all'esterno è composta da scaglie di metallo che rendono forse meglio illuminate la notte.





UNGHERIA
Struttura imponente ma non molto accattivante dall'esterno, l'Ungheria si fa notare soprattutto per la presenza quasi continua di suonatori e cantanti al di fuori del padiglione.
L'interno è quasi totalmente in legno a vista con banchetti di cibo e prodotti artigianali e con uno spazio centrale adibito a esibizioni. Una scala esterna permette di salire al livello superiore: un punto sicuramente a favore è che da questa scala si può ammirare il confinante padiglione del Regno Unito, davvero molto particolare. Un bar e un negozietto insieme a una piccola terrazza rendono il tour non particolarmente accattivante ma, considerando la fila inesistente, direi comunque gradevole: in piccole dosi c'è tutto quello che ci dovrebbe essere senza ricadere nello stereotipo del grande baraccone o "bazar".





POLONIA
Premessa: non è memorabile ma per una serie di motivi che andrò a esporre, e se confrontato, ad esempio, con quello dell'Ungheria, merita secondo me un plus. Il cortile antecedente l'ingresso con sedute, piante, baretti e musica è davvero uno dei più invitanti.
La struttura (o meglio, la pelle esterna) è composta solo ed esclusivamente da cassette della frutta in legno e devo dire che l'effetto non è assolutamente negativo e anche il "senso" della scelta premia comunque i progettisti. Il taglio laterale permette di accedere a una terrazza-giardino tramite una scala: qui troviamo un giardino leggermente inferiore a quello dell'Austria ma davvero di effetto anche perchè dall'esterno non se ne scorge l'esistenza; oltretutto la posizione vicino a uno dei canali esterni del sito espositivo regale belle viste. Scendendo si trovano le mostre vere e proprie con schermi e alcune piccole chicche: un modello di trenino con paesaggio tutto in cioccolato e uno schermo con un viso (suppongo la mascotte) programmato per rispondere a tutte le domande possibili di chi gli si porge davanti (vi assicuro che risponde a tutto, compreso "Giochiamo a tennis?" con un esilarante risultato).
Il ristorante finale propone piatti tipici. Davvero una piacevole sorpresa.






-Cluster
Nelle edizioni precedenti delle Esposizioni Universali, tutti quei Paesi che per un motivo o per un altro avevano scelto di non proporre un padiglione self-build, erano stati racchiusi in edifici divisi per continente e potevano disporre di uno spazio ristretto simile a uno stand da fiera campionaria.
Le novità principali, e assolutamente positive, di EXPO 2015 sono sostanzialmente due.
Innanzitutto non vi è più una divisione per continente ma per tematica alimentare: Paesi produttori di cacao, ad esempio, si ritrovano vicini come Cuba e Camerun.
Questo aspetto non è importante solo nella banalità dell'affermare l'amalgama che si viene a creare tra culture diverse ma lo è soprattutto dal punto di vista espositivo in sè. Dare un tema specifico invita il pubblico a visitare determinate zone proprio per quella specificità e non solo per la nomea del singolo paese che altrimenti forse avrebbe saltato.
Di seguito non tratterò tutti i singoli Paesi ma il complesso del cluster con qualche spot sulle migliori attrattive.
Da segnalare poi la presenza in almeno il 90% delle singole aree adibite ad ogni paese dell'angolo cucina per poter consumare una merenda o addirittura un piatto completo. Sono un'ottima alternativa ai ristoranti dei padiglioni principali e, di norma, con meno fila.

RISO (Bangladesh, Cambogia, Sierra Leone, Myanmar, Laos, Padiglione Basmati)
Il cluster si nota subito per le sue strutture a specchio immerse in quella che dovrebbe rappresentare una risaia in versione ovviamente ridimensionata. Già dal susseguirsi delle strutture si comprende come in realtà ogni nazione abbia un vero e proprio padiglione a disposizione, incastonati uno dopo l'altro.
All'interno il paese che forse è riuscito a mostrarsi meglio è la Cambogia anche se in Bangladesh, ad esempio, la fila alla cucina anche in orario mattutino come come per il Laos denotava una qualità forse inaspettata. Tra oggetti tipici e ovviamente immagini dei paesi, troverete utili informazioni sulla coltivazione del riso, ancora più dettagliate nell'area dedicata alla varietà Basmati. Purtroppo anche qui, come vedremo in diversi altri Paesi, a volte si cade molto nello stereotipo del mercatino.








CACAO E CIOCCOLATO (Camerun, Costa D'Avorio, Cuba, Gabon, Ghana, Sao Tomè Principe)
In quest'area invece a predominare è il legno chiaro a vista assieme alle grandi tele bianche su cui spiccano nome e bandiera del Paese. Qui vi è lasciata un'area centrale più aperta con diverse sedute sparse per tutto il cluster. 
Il tema è sicuramente uno di quelli che più possono attirare il turista: chi sceglierebbe il riso rispetto al cioccolato? Non fatevi illusioni però, non ci sono assaggi gratis e alcuni Paesi (vedi Cuba) sembrano trovarsi qui per caso (vista lo sola vendita di cocktail all'interno del proprio spazio espositivo). Il Gabon forse è quello che è riuscito meglio ad organizzare qualcosa di interessante in un piccolo spazio mentre Sao Tamoe risulta comunque molto accogliente.
Per mangiare, nel vero senso della parola, fuori dalle strutture in legno abbondano banchetti di ogni cibo nella varietà al cioccolato.





CAFFE' (Burundi, El Salvador, Kenya, Ruanda, Uganda, Yemen, Etiopia, Repubblica del Guatemala, Repubblica Dominicana, Timor-Leste)
Un  cluster davvero interessante e con un'egemonia di popoli non indifferente racchiusa in sè stesso. I blocchi a listelli di legno scuro si susseguono lungo una via interna principale: da notare i nomi e le bandiere presente su strisce di tela a rappresentare i tipici sacchi di caffè partenti dalle piantagioni.
Qui invece troverete diversi assaggi di singoli chicchi di caffè con relative spiegazioni oppure molte opportunità di assaggiare varietà locali a prezzi onesti (1,30 nel Burundi). In alcuni casi (Ethiopa) potreste anche trovare persone addette a preparare il caffè da servirvi cuocendolo direttamente su un pentolino vicino a tappetti e mobili di legno tipici. Ballerino in vesti colorate vi aspettano poi, in determinati orari, al di fuori del padiglione di Timor. Anche, esternamente, sono presenti diversi punti "classici" per avere un classico espresso all'italiana.






CEREALI e TUBERI (Bolivia, Congo, Haiti, Mozambico, Togo, Venezuela, Zimbabwe)
Orientato perpendicolarmente rispetto al decumano (a differenza di quelli precedenti) il cluster risulta piacevole da attraversare costeggiando gli ingressi dei singoli Paesi, accompagnati da una striscia verde che vi corre al centro, fino all'area finale dove si tengono attività e spettacoli musicali di vario genere.
I disegni sulle pareti esterne dovrebbero rimandare alle righe dei campi coltivati e le lamiere al di sopra a dei camini: sinceramente la vedo una lettura molto fantasiosa ma l'effetto è sicuramente particolare e diverso dagli altri. Le mostre interne sinceramente non riservano particolari sorprese e solo il Venezuela sembra essere andato oltre grazie a un ambiente più complesso internamente, con schermi, luci e altro. Tra i restanti Paesi, sicuramente uno di quelli presi più d'assalto è quello dello Zimbabwe, se non altro per la pubblicità che è stata fatta al suo panino con carne di coccodrillo (o di zebra nel caso sia finito il primo). La proposta è sicuramente particolare, evitiamo di entrare nel merito etico/animalista/politico della questione.
Un bel cluster a cui però i Paesi ospitati non hanno dato una grossa mano.






ZONE ARIDE (Eritrea, Gibuti, Mauritania, Mali, Palestina, Senegal, Somalia, Giordania)
Uno dei cluster più interessanti da osservare a attraversare: arrivando da sud-est il preambolo alla vera area è davvero d'effetto, con grande cilindri bianchi sospesi che sormontano una bella mostra fotografica. All'interno i blocchi, col tipico colore della sabbia o della terra , sembrano essere posti attorno a una oasi (rappresentata da una fontana). Questa zona purtroppo, come le due successive che verranno presentate, soffre la sfortuna di essere in secondo piano rispetto agli elementi direttamente sul decumano e si presenta sempre "spopolata".
Qui troviamo diversi punti ristoro interessanti per gli amanti di certi tipi di cibo ma poco altro: alcuni "stand" sembrano essere nati solo ed esclusivamente per vendere merce e non per dare informazioni sul Paese o la sua lotta contro la mancanza di acqua. Una piacevole passeggiata ma trovare qualcosa per cui fermarsi è molto dura.





ISOLE, MARE E CIBO (Capo Verde, Comore, Comunità caraibica -Barbados, Belize, Dominica, Grenada, St. Lucia, St. Vincent and the Grenadines, Suriname-, Guinea Bissau, Madagascar, Maldive)

Questo cluster è composto solo da due grandi padiglioni (con ingressi differenziati) uniti da una corte aperta ma sovrastata da una foresta di bambù. Le mostre non sono particolarmente varie e non si comprende bene quale sia il tema. Le Maldive, ad esempio, hanno puntato giustamente sulle bellezze naturali ma creando, forse gli unici, un ambiente un po' più ricercato ma con in mostra oggetti di poco interesse (persino normali T-Shirt). Può risultare simpatico invece il mix di piccolissimi stand dei paesi caraibici, con piccole vetrine piene di cibi locali particolare (vedi il Kecthup alla Banana di Grenada). Molto simpatici poi gli stessi membri dei vari staff ma anche qui, poco per cui soffermarsi.






BIO-MEDITERRANEO (Albania, Algeria, Egitto, Grecia, Libano, Malta, Montenegro, San Marino, Serbia, Tunisia)
Questo spazio è un po' il contrario di quelli precedenti: se l'organizzazione e l'estetica del complesso appaiono meno interessanti, le mostre invece sono quasi tutte degne di nota.
Una grande piazza centrale con colonne bianche e copertura trasparente danno spazio a spettacoli, show-cooking, banchetti di cibo mentre attorno ad essa si snodano i diversi blocchi nazionali. Come dicevo, mostre interessanti, con tecnlogia mista a oggetti del territorio, ambienti molto curati e studiati per colpire il visitatore (esempio San Marino).
L'Egitto forse è meno moderno (ma come dargli torto avendo da mostrare millenni di storia?) ma riesce addirittura a proporre un piccolo percorso chiuso come un padiglione self build e colpisce anche il Montenegro, con una distesa di "stalattiti" che si muovono al vento nell'unica sala visitabile.
Una bella esperienza, da visitare.






SPEZIE (Afghanistan, Brunei Darussalam, Repubblica Unita della Tanzania, Vanuatu)
Area in cui troviamo nuovamente il legno come elemento predominante e che si fonda quasi impercettibilmente con il cluster vicino di frutta e legumi).
Le mostre tornano a essere semplici esposizioni di foto sulle pareti e oggetti al centro della stanza se non fosse per il Brunei che invece cerca di regalare un qualche tipo di esperienza al visitatore con numerosi oggetti pendenti dal soffitto e un percorso obbligato per poter odorare e osservare i diversi tipi di spezie presentate. Qualche banchetto esterno e una struttura lungilinea di legno dedita alla vendita di frutta e altro segna il confine dalla struttura vicina.






FRUTTA e LEGUMI (Benin, Gambia, Guinea, Guinea Equatoriale, Repubblica del Kyrgyz, Repubblica Democratica del Congo, Sri Lanka, Uzbekistan, Zambia)
Grossi monoliti a listelli di legno compongono i singoli elementi del cluster: ritroviamo gli stessi elementi anche nelle poche parti al coperto sulle vie interne.
Girovagando si trovano piccole parti con esempi di piantagioni con alberi da frutto. 
Sarò ripetitivo ma visti i risultati di alcuni paesi decisamente minori ma a parità di spazio espositivo, resto deluso da chi ha scelto semplicemente di arredare con banali pannelli e artigianato qua e là il proprio "stand". Qui difficilmente troverete qualcosa di eccezionale ma la particolarità di alcuni assaggi possono salvare la visita.







Con questa parte si conclude, purtroppo, l'elenco dei padiglioni da me visitati. Come vi ricordavo nelle prime righe, entro pochi giorni uscirà l'ebook definitivo con molte più foto e cartine aggiornate.
Spero davvero di aver soddisfatto la vostra curiosità e nel caso di commenti, pareri, opinioni o altro non mancate di scrivermi a uno dei contatti presenti nella home del blog sul lato destro!

Buon Expo a tutti!














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